Cultura:
"La cultura è l'urlo dell'uomo in faccia al suo destino", così si esprimeva lo scrittore francese Albert Camus, e da questa prestigiosa massima partiamo per delineare questo aspetto, di assoluta centralità, del nostro programma elettorale: perchè Isola delle Femmine viva un effettivo cambiamento è necessario infatti si punti con convinzione sulla formazione culturale di coloro i quali saranno chiamati ad amministrarla e si investa quindi in modo deciso nel comparto Scuola-Università.
Negli ultimi anni molti giovani isolani hanno conseguito con profitto lauree e qualificazioni professionali, hanno vissuto esperienze formative all'estero, si sono ritagliati spazi di pregio presso istituzioni nazionali e comunitarie: il governo chiamato a rispondere alle esigenze di una comunità così vivace è però al momento costituito dalla Giunta Portobello che tra i suoi assessori non annovera alcun laureato ed il sindaco, a testimonianza dell'interesse per la valorizzazione delle giovani competenze, quando si è trovato costretto a nominare il 6° componente del suo esecutivo ha pensato bene di ripescare un geometra-equilibrista, quasi ad evidenziare un atteggiamento di rifiuto per la cultura universitaria.
Occorre voltare pagina in modo netto:
- innanzitutto vanno debitamente sostenuti i giovani universitari, anche attraverso la previsione di abbonamenti ferroviari gratuiti e concorsi comunali per l'assegnazione di borse di studio, con graduatorie elaborate in base al profitto e al reddito familiare;
- appare necessario aprire un dialogo fattivo con la Presidenza della Scuola "Francesco Riso", garantendo un adeguato supporto alla progettualità del corpo docenti e stimolando la realizzazione di attività extracurriculari che riavvicinino gli alunni al loro territorio e creino ponti per la partecipazione delle famiglie alle problematiche locali;
- risulta essenziale l'attenzione allo stato delle strutture scolastiche, in particolar modo per quel che attiene alla realizzazione di aule-laboratorio, alla fornitura di materiale didattico gratuito alle famiglie a basso reddito e, last but not least, alla sicurezza;
Isola delle Femmine deve iniziare a costruire la propria identità di borgo marinaro aperto a un turismo ecocompatibile, per raggiungere tale ambizioso risultato il nostro Paese dovrà però recuperare le sue tradizioni di pesca, riproporre in un quadro multiprospettico le celebrazioni popolari che hanno cementato il suo tessuto sociale e conoscere davvero il suo passato: i segni dell'età romana, il medioevo saraceno, la feudalità monrealese e il baronato, le Tonnare, i primi passi del Comune sotto il Regno, i sacrifici isolani sui campi di battaglia del Novecento, il segreto sbarco alleato, Joe Di Maggio (vi siete chiesti che fine ha fatto il museo a lui dedicato?) e Giovanni Falcone...
La cultura, parafrasando Renan, è la premessa necessaria del cambiamento ed il mantice per ravvivare la fiamma della partecipazione: a tal fine verrà assicurata una dignità di contenuti materiali alla biblioteca comunale, sarà costante e cadenzata l'organizzazione di manifestazioni culturali e tavoli di studio e approfondimento, si creerà uno sportello d'assistenza e confronto per gli universitari gestito dagli stessi studenti col sistema delle borse-lavoro.
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